maggio, 2017

sab6mag - 11agoTutte le dateDomenico di Bartolo. Cronache di Misericordiavia Matteotti, 122 - Asciano Tag Eventoarte senese,Domenico di Bartolo,Mostre

Ora

Maggio 6 (Sabato) - Agosto 11 (Venerdi)

luogo

Palazzo Corboli. Museo civico

via Matteotti, 122 - Asciano

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Dettagli evento

Domenico di Bartolo. Cronache di Misericordia
6 maggio – 11 agosto 2017
ASCIANO, Palazzo Corboli Museo civico archeologico e d’arte sacra

 

Dopo Claudio Tolomei, umanista, poeta e letterato del XVI secolo, il progetto “Cinque talenti per Asciano città d’arte” propone una mostra dedicata alla figura di Domenico di Bartolo Ghezzi, singolare interprete del Rinascimento senese, anch’egli nato ad Asciano agli inizi del Quattrocento. Delle sue origini scialenghe si era perduta completamente la memoria e le poche testimonianze documentarie risultavano incerte e discontinue.

Insieme alla mostra è stato anche pubblicato un volume “Domenico di Bartolo pictore dasciano. Una vita artistica tra luci e ombre” (Maggioli editore) con la prefazione di Vittorio Sgarbi.

La mostra consente una lettura ravvicinata di alcune tra le opere più significative dell’artista, anche in rapporto con gli altri pittori senesi del Quattrocento, alcuni dei quali ben rappresentati nel museo civico ascianese. Esse suggeriscono, infatti, le radici del suo percorso artistico, i riferimenti stilistici (Francesco di Valdambrino, Martino di Bartolomeo, Matteo di GiovanniJacopo della Quercia) e gli esiti della sua pittura. Il rapporto con la scultura contemporanea fu, ad esempio, per Domenico una fonte continua di ispirazione e traduzione in pittura delle forme scultoree, come del resto testimonia la sua prima attività segnata dalla frequentazione con Jacopo della Quercia – del quale è esposta una rilevante statua lignea con la Madonna col Bambino proveniente da Villa a Sesta – che non solo lo aiutò ad ottenere i primi incarichi dopo il ritorno a Siena, ma catalizzò l’attenzione di Domenico conducendolo a trasferire il plasticismo dello scultore nella sua pittura e a comprenderne le aperture ad un linguaggio pre-rinascimentale.

domenico-di-bartolo-carta-intestataDomenico di Bartolo, ancor più di Lorenzo Vecchietta, portò  a Siena una pittura fatta di sostanza luminosa, sicuramente appresa a Firenze dalle opere di Domenico Veneziano. Queste importanti innovazioni conosciute da Domenico sono ben presenti nella Madonna dell’Umiltà della Pinacoteca Nazionale di Siena, che figura in mostra, la cui iconografia è un vero e proprio atto di ossequio alle prediche mariane tenute da San Bernardino nella Piazza del Campo e in San Francesco per la Quaresima del 1427.

Altro caposaldo della sua opera esposto in mostra è la Vergine Assunta a mezzo busto dei Conservatori Femminili Riuniti di Siena, che testimonia piuttosto la devozione del pittore ai modelli più famosi della stagione gotica, cioè Simone Martini, la cui Assunta, dipinta a fresco nell’Antiporto di Camollia costituirà un exemplum irrinunciabile, non solo nel Quattrocento, per  tutti i pittori senesi. Sono, inoltre, esposte una Madonna col Bambino di Luca della Robbia, della chiesa della Fraternita di Foiano della Chiana, importante riferimento tratto dalla sua esperienza fiorentina dove, oltre al Veneziano, Masaccio e agli altri grandi artisti del primo Rinascimento, Domenico potè apprezzare anche le terrecotte invetriate e le cantorie prodotte dalla celebre bottega robbiana.

Un graduale miniato proveniente da Pomarance costituisce, poi, uno degli ultimi lavori del pittore che tra l’altro non riuscì a completarlo, dopo che negli anni Quaranta aveva realizzato il celebre ciclo del Pellegrinaio e l’affresco della Madonna del Manto nella omonima cappella all’interno dello spedale di Santa Maria della Scala e l’affresco con l’Incoronazione della Vergine, opera completata alla sua morte, da Sano di Pietro, nel Palazzo Pubblico di Siena.

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